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077 - Emostasi: le ricerche di tre medici italiani dell’Ottocento

Autore/i: G. Dall'Olio

Rivista: RIMeL - IJLaM, Vol. 5, N. 2, 2009 (MAF Servizi srl ed.)

Pagina/e: 77-82

Viene esaminato il contributo di tre medici italiani dell’Ottocento all’evoluzione delle conoscenze sull’emostasi. Olinto Grandesso-Silvestri, chirurgo, per contrastare l’emorragia, ed in particolare le massicce perdite di sangue durante importanti interventi chirurgici come l’amputazione di arti, utilizza fin dal 1853, la legatura dell’arto con lacci di gomma elastica per comprimere i tessuti e interrompere la circolazione. Sarà considerato l’ideatore della legatura elastica in chirurgia. Paolo Mantegazza nel 1869 propone una teoria che vede la coagulazione del sangue strettamente connessa con i globuli bianchi. Sono proprio queste cellule che in determinate condizioni producono una sostanza, la fibrina, che forma il coagulo. Sarà Giulio Bizzozero nel 1882, con la corretta identificazione delle piastrine, a dimostrare il loro ruolo nella trombosi e nei processi di coagulazione chiarendo ancor più l’origine di questi eventi.

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