Un semplice punteggio che il paziente può calcolarsi da solo è in grado di predire con buona affidabilità la presenza di diabete subclinico da avviare al percorso diagnostico-terapeutico. E' quanto conclude uno studio apparso ieri (1 dicembre) su Annals of Internal Medicine
Nello studio sono stati utilizzati i dati provenienti dal National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) degli anni 1994-2004 per sviluppare il modello matematico, che poi è stato validato con i dati degli anni 2005 e 2006 dello stesso studio integrati da quelli provenienti da 2 studi a coorte (Atherosclerosis Risk In Communities e Cardiovascular Health Study).
I soggetti selezionati erano adulti senza precedenti specifici in cui si è andati a verificare a posteriori la presenza di una glicemia pari o superiore a 7.0 mmol/L. I sei fattori associati al diabete subclinico erano età, sesso, anamnesi familiare per diabete e per ipertensione, obesità, attività fisica.. 5 punti o più identificavano un diabete occulto. Nella popolazione NHANES sono stati trovati positivi per lo screening il 35% dei soggetti (sens 79%, spec 67%, PPV 10%, LR+ 2.39). Nei due studi di comunità il 40% dei soggetti (sens 72%, spec 62%, PPV 10%, LR+ 1.89).
Gli autori riconoscono come limite del presente studio il non disporre di dati relativi a donne in gravidanza, ma concludono che, complessivamente, si tratta di un metodo conveniente nella difficile e dispendiosa guerra contro il Diabete, questa ennesima epidemia del Millennio.